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Cosa è stato, come è stato...
La tensione sale verso le 18:30. le coordinate? Assago, un sobborgo a sud di Milano famoso per la sua arena, il Forum.
Il freddo non manca, c'è e si sente stando in maglietta nella mezzoretta di coda davanti ai cancelli chiusi del nostro caro palazzetto. Finalmente qualcosa si muove così tutti ci fiondiamo verso i "gates" a gruppetti, smistati dalle rudi mani di due o tre uomini della sicurezza che gareggiavano con l'arena quanto a mole.
E via, dentro! Sono le 19 circa e appena mi si apre davanti l'enorme spazio ancora vuoto del nostro tempio della musica mi lancio verso la "prima linea", un po' a destra proprio dove so che ci sarà Noodles. Non c'è ancora quasi nessuno. I pochi temerari delle 18:30 sono in giro a farsi intervistare da una piccola troupe di qualche TV locale lombarda o a assaltare uno dei bar della struttura.
Così mano a mano che passano i minuti mi trovo sempre più schiacciato contro la transenna sotto il palco e il brusio della folla cresce così come il numero di persone.
Finalmente dopo un lasso di tempo incalcolato e incalcolabile, si spengono le luci, sale un urlo e sale sul palco la prima formazione d'apertura; i SunEatsHours.
Avevo già sentito parlare di loro come gli Offspring italiani e cose simili ma già dopo due o tre canzoni si fanno largo tra la folla di scettici con un sound molto particolare e a mio parere molto coinvolgente. Peccato che l'interazione col pubblico è un po' mancata; la presenza scenica non gli manca di certo ma erano un po' distaccati anche se poi, a fine concerto, sono passati davanti alla gente a stringere mani e a regalare Cd. Ottima impressione comunque per la band di Thiene che mi rimane in mente soprattutto con la hit "Tour All Over".
Dopo i "Sun" tocca agli HorrorPops, una band punk un po' 70's che dà tutta l'impressione di venire da LasVegas, anche solo per l'accento impastassimo tipico dei cittadini del Nevada . Niente basso ma una cantante - contrabbassista, due chitarristi con chitarre semiacustiche sparate a palla in feedback perenne, un batterista mediocre e due ballerine che avevano tutta l'aria di "lavorare in una casa chiusa". Dopo uno grottesco show di una mezzoretta con balletti allusivi, cappelli da cowboy, fischi di chitarre e qualche fischio di pubblico lasciano libero il palco e i roadies degli
Offspring iniziano finalmente a preparare il palco ai nostri tanto attesi angeli del Punk.
Un'altra mezzoretta o poco più e si spengono le luci. Parte qualcosa di registrato.qualche colpo di batteria; è Neocon. sale l'urlo della folla ed ecco, finisce il nastro e si accende un faro sul nuovo batterista che continua Neocon sul timpano con una potenza spaventosa.
Ancora un altro faro dalla parte opposta su Greg ed ecco una botta spaventosa. Noodles! Un faro bianco e una chitarra potentissima e altissima in sol danno finalmente vita all'intro che esplode con un Dexter senza chitarra e impeccabile alla voce. Perfetto, canta altissimo e in piena voce. Ho i brividi a sentire più di 10.000 persone che cantano "we'll never loose to you" col frontman californiano.
Finisce Neocon e senza lasciare tempo in mezzo Noodles parte con
"The Noose" rispettando così la scaletta di "splinter". Canzone fatta alla velocità della luce, più che sul CD è tenuta in alto soprattutto da un Atom in piena forma. Il batterista è stato infatti la vera star della serata. La differenza con Ron è immensa. Una precisione una potenza e una botta così gli Offspring non l'avevano mai avuta.
Higgins salta sul palco come un grillo e nel fare il suo show da "personaggio" urta Noodles (ma nessuno l'ha notato) che ha da ridire non poco contro il "quinto elemento". Higgins si scusa e scappa dietro la batteria, al suo posto.
Finita The Noose si accende un faro rosso su Greg che a sua volta accende dei Led rossi nel manico del suo basso e attacca
Bad Habit.
Ancora un'esecuzione perfetta solo turbata da Noodles che saltando dal palchetto della batteria spacca un'asse del palco rischiando di farsi seriamente male. Il chitarrista finisce con una gamba di sotto ma continua a suonare. si è fatto male lo si vede dalla faccia e come se non bastasse l'asse ha fatto leva sulla pedaliera midi che controlla la sua chitarra che saltando e rovesciandosi cambia distorsione. Un roadie interviene subito, sostituisce l'asse rotto a una velocità invidiabile e risetta la distorsione a Noodles che finisce la canzone vicino a Dexter e lontano dal "luogo del delitto".
A fine canzone Dexter ride e riferendosi a Noodles dice: "aha Nood has broke the stage". Due parole al pubblico dopo le prime tre canzoni filate e via. Si riattacca con
"Long way home". L'assolo di batteria è perfetto; Atom è una macchina. Seguono
"gone away", "come out 'n play",
"Have you ever", "staring at the sun". Have you ever è stata la più impressionante. Nello stacco a fine canzone luci strobo e una botta spaventosa con le due chitarre mi hanno dato i brividi. Noodles salta e suona come un ragazzino. 41 anni neanche li vede la voglia c'è ancora e pulsa fortissimo nelle sue vene. Dexter è un vero frontman, non fa nulla di che rispetto al chitarrista ma catalizza l'attenzione di tutti e, specialmente, tutte.
Seguono gli unici due pezzi della band che, personalmente, non apprezzo
"worst hangover ever" e "why don't you get a
job?". Esecuzione da manuale comunque. Dopo altre tre o quattro canzoni, tra cui una travolgente
"Gotta get Away" il "primo tempo" si chiude con
"what happened to you?" e la stupenda "the
kids aren't alright" ; perfetta quest'ultima, Noodles si lancia in un assolo arricchito e precisissimo e chiude con un altro assolo da paura insieme al batterista Atom.
Fine primo tempo, se ne vanno dal palco e rientrano quattro minuti dopo con una devastante
"Da Hui".
Ancora Noodles dà il meglio di sé arricchendo il già bell'assolo con armonie in terza e tapping.
"Want you Bad", "Pretty fly" (non riuscita alla grande),
"Self Esteem" e "Americana" chiudono lo show in bellezza con i ragazzi che salutano il pubblico e un Dexter quasi commosso. Noodles tira i plettri (ahimè lontano dalla mia portata) si ferma. Ci guardano l'ultima volta e salutano.
Un concerto tiratissimo dall'inizio alla fine davvero spaventoso.
Guardo l'orologio, sono le 23:30, sono 5 ore che sono lì dentro e non sembra.
Torno a casa contento ma un po' triste per due motivi; uno: già mi mancano gli Offspring; due: il pubblico era veramente di un'età media molto bassa. I "ragazzi" californiani ne hanno risentito; sorridevano ai pochi un po' più grandi (tra cui il sottoscritto) che cantavano a squarciagola "Gotta Get Away" e mi ha lasciato di sasso Noodles che alla domanda di Dexter "vuoi dire qualcosa ai ragazzi?" ha guardato i ragazzini e un po' triste in faccia ha detto: "sì ma.ok, non importa".
Al di là di questo un gran concerto, migliore di quello che vidi nel '98 di Americana; un concerto da veri rockers, tecnicamente ineccepibile e di una potenza sonora veramente da 2 Megaton.
L'uomo serata è sicuramente Atom che ci ha fatto dimenticare in 30 secondi il caro vecchio Welty.
Con la speranza che il prossimo singolo non sia "worst hangover ever" (cosa, purtroppo, probabile) lascio con fatica nella stanza dei ricordi questo gran concerto e in un posto ancora più esclusivo nel cuore la band di Orange County.
Grazie Offspring
Recensione a cura di
Luca Santarelli
(chitarrista dei Vithra)
Ecco la scaletta completa delle canzoni suonate dagli Offspring al concerto:
Neocon
The Noose
All I Want
Come Out & Play
The Long Way Home
Gone Away
Hit That
The Worst Hangover Ever
Have You Ever
Bad Habit
Staring At The Sun
Gotta Get Away
Da Hui
Why don't you get a job
Americana
Want You Bad,
What Happened To You
The Kids Aren't Alright
Can't Get My Head Around You
Pretty Fly
Self Esteem
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