Archivio news (3)

03.12.04

Tradotto il penultimo (?) diario di Dexter

 

Ormai Dexter è in Alaska e manca poco al suo rientro a casa. Questo non gli impedisce di continuare a scrivere i suoi diari, come al solito divertenti e scorrevoli, anche se non mancano punti di riflessione. Ecco la traduzione del suo (probabilmente) penultimo diario: 

Al solito link, la notizia in lingua originale.

 

"Nome, Alaska.

Giorno 9 - Russia (continua dal precedente)

 

Mi sono alzato in volo dopo esser decollato e la città diventava sempre più piccola dietro di me. Da una parte sono stato felice di lasciarmi Magadan alle spalle. Dall'altra la tappa successiva sarebbe stata un pò scomoda. In quel momento stavo volando verso nord, sopra la costa della Russia, per circa 3 ore, prima di voltare e sorvolare lo Stretto di Bering verso la costa dell'Alaska. Decisamente non è una parte del mondo ospitale in caso di un qualche problema meccanico. Anche perchè questa volta era forse mezzanotte e sembrava fare molto freddo fuori ed era anche molto buio, tranne che per la luna. Inoltre, in quella parte della Russia non c'erano aereoporti fino allo stretto di Bering per atterrare nel caso si avesse un problema. Diavolo, non c'era nemmeno una città tra lì e Nome!

 

L'unico contatto che avevo era un controllore del traffico aereo russo alla radio. Non mi poteva vedere sul suo radar perchè ero oltre il suo range, ma stavo per chiamarlo e controllare ogni ora circa. A sentire la radio, c'era solo un'altro aereoplano in volo, un mezzo dell'Air China. Ero probabilmente l'unico uomo nel giro di 500 miglia. Me la sarei davvero dovuta vedere da solo nelle ore successive.

 

E' stato un volo abbastanza solitario. Stavo contando le miglia dal confine degli Stati Uniti, che era oltre lo stretto di Bering. C'erano 1500 miglia complessivamente. Poi 1400. Poi ancora 1300. Avete capito..quando finalmente sono arrivato a meno di 1000 miglia dall'America, sono stato un momento a pensare. Quando sei sopra la Russia e sei finalmente solo a 1000 miglia dall'Alaska, sei davvero nel mezzo del nulla.

 

Bene, quando ho finalmente finito di attraversare lo stretto di Bering e sono tornato nello spazio aereo Americano, è stato molto meglio. Ho chiamato il tipo al controllo di volo di Anchorage con la radio e, dopo essere stato rilevato, gli ho detto quanto era bello per me essere ritornato nello spazio aereo Americano. Naturalmente, quel povero tipo stava facendo il turno di notte. Quello era solo il suo lavoro. Non poteva fregargliene di meno. Così mi ha ignorato. Nessun "Bentornato, fratello!", nessun "Felice di averti indietro a casa", nessuna dichiarazione di affetto. Proprio come gli Stati Uniti che avevo lasciato. Impressionante.

 

Mi sono avvicinato all'aereoporto di Nome e mi sono preparato all'atterraggio. Erano le 4.30 del mattino lì, con 1° grado C (wow, caldo rispetto a Magadan) e nessuna torre mi ha guidato. Sarebbe dovuto esserci un camion del carburante quando sarei atterrato. Ho fatto il pieno, eseguito i controlli doganali e fatto un'altro salto ancora verso Anchorage.

Sarei stato da solo anche nell'atterraggio a Nome.

 

Tutto sembrava andare alla grande appena stavo per atterrare. Ho colpito il suolo e attivato i freni. Non è successo niente! L'aereo stava soltanto andando avanti sulla pista. Vedete, il mio aereo ha dei freni che sono progettati per non bloccarsi mai. Se questi sentono di stare 'pattinando' si rilasciano.

Ho pensato che c'era un problema con i freni. Li ho attivati ancora e ancora una volta e ogni volta frenavano giusto per un secondo, poi si lasciavano. Intanto le luci rosse alla fine della pista si stavano velocemente avvicinando.

 

Quello che non avevo capito era che la pista era ancora ghiacciata. I freni stavano facendo esattamente quello che erano stati progettati per dover fare. Non avevo considerato la possibilità del ghiaccio sulla pista, perchè la temperatura era sopra il limite di congelamento. Diamine, c'erano quasi 30 gradi di più rispetto a dove sono atterrato a Madagan e quella pista era completamente asciutta. Così come mi sono preparato per atterrato a Nome, non potevo dire che c'era ghiaccio sulla pista. Sembrava così come l'ultima pista sulla quale sono atterrato. E lì non c'era nessuna torre da poter chiamare e controllare le condizioni della pista.

 

Così stavo andando sulla pista praticamente senza freni, ma potevo dire che stavo rallentando piano piano. Se sarei riuscito a fermarmi prima della pista, non ne ero sicuro. Tutto è stato abbastanza confuso per i successivi 10 secondi o quasi. La mia vita non mi è comparsa davanti agli occhi o cos'altro, ma... 

Comunque mi sono reso conto che sarei riuscito a fermarmi in tempo. L'aereo finalmente si stavo fermando in anticipo di qualche metro rispetto alla fine della pista. Santo Cielo, che situazione. Ho lasciato andare un profondo respiro.

 

La notte non era ancora finita! Ho girovagato sopra la pista e mi sono guardato attorno per cercare un camion di rifornimenti e il tipo della dogana. Non c'era nessuno. Ho spento il motore, sono uscito e ho cercato di fare una telefonata. Il mio cellulare non prendeva, naturalmente. Ho provato il telefono satellitare che avevo, ma era praticamente morto. Non potevo arrivare ad Anchorage senza fare rifornimento. O senza mettere a posto le faccende doganali. Alla fine ho dovuto passare la notte nell'aereoplano. Micidiale. Ho tirato fuori il sacco per dormire e ho cercato di creare un pò di calore.

 

Fortunatamente per me il camion col kerosene è comparso quasi mezz'ora dopo. Il tipo dentro non era molto felice. Credo che non era contento di stare fuori al freddo nel mezzo della notte pompando gas nel mio aereo. Non potevo biasimarlo.

 

Ero quasi a posto e potevo rimanere a Nome la notte. L'uomo del gas (si chiama Brent) mi ha portato ad un taxi per un motel in città. Grazie ragazzo.

 

Sapevo, appena sono arrivato al motel, che sarei stato in grandi guai con la dogana la mattina dopo. Non gli piace affatto quando vieni dalla Russia, atterri e riparti senza dire niente a nessuno. E generalmente evito di fare così. Ma questa volta non avevo alcuna scelta. Vorrei soltanto pensarci domani.

 

Così wow. Alaska. Epico.

 


 

02.12.04

Tradotto altro Dexter Journal

 

Ecco un'altra traduzione dei diari che Dexter continua a scrivere in viaggio ormai verso casa. Questa volta il diario è davvero lungo...eccovi comunque la traduzione. (qui il testo originale)

 

"Nome, Alaska.

Giorno 9 - Russia

 

Una canzone mi gira in testa oggi: "Back in the U.S.S.R."

Non riesco a credere che sono partito oggi da Tokyo e adesso sono in Alaska. Che giornata che è stata! Da dove comincio?

 

Bene, parto da come mai adesso sono in Alaska. Poichè vivo a Los Angeles, di solito da Tokyo volerei  attraversando il Pacifico verso la California. Ma ancora una volta, dato che non ho l'aereo come quello di John Travolta, non posso fare tutta quella distanza. Non sarei nemmeno arrivato alle Hawaii. E poichè generalmente evito il mare aperto e gli atterraggi al limite di carburante, ho dovuto trovare un'altra strada per arrivarci.


Così il modo per farlo è risalire la costa della Russia. Si va verso nord, si fanno un paio di fermate per rifornimento ed eventualmente si gira attorno allo Stretto di Bering verso l'Alaska. Questo è stato il mio piano. C'è stato da volare parecchio, circa dieci ore, ma avrei potuto finire la giornata ad Anchorage in Alaska, che mi sembrava una soluzione migliore di passare la notte in Siberia.

 

Così ho lasciato Tokyo verso mezzogiorno e ho volato per un paio di ore atterrando poi a Yuzhno in Russia. Ne avete mai sentito parlare? Io no. Infatti, la città sembrava come se parecchia gente si fosse dimenticata di lei. Era fredda e con un vento pazzesco e aveva un aspetto molto desolato. Era molto strana. Sono stato ricevuto da alcuni russi dall'aspetto molto serioso che volevano vedere i miei documenti. Mi sono sentito come se fossi atterrato nella Russia comunista del 1970. Non sono sicuro che qualcuno abbia detto a quelle persone che l'Unione Sovietica è finita! Mi hanno portato poi in un palazzo dall'aspetto molto burocratico e mi hanno controllato in passaporto. Dopo aver soddisfatto quelle persone, mi hanno portato in una stanza di navigazione dove ho dovuto sopportare un'altra persona che mi spiegava le procedure di partenza. Dopo sono stato condotto in un'altra stanza ancora dove mi hanno letto le condizioni attuali del tempo. Capita la situazione? Mi sentivo quasi come ad un interrogatorio. Come se descrivereste la Russia della guerra fredda, capite? Non erano minacciosi o cos'altro, non voglio dare impressioni sbagliate. Ma mi ha fatto pensare che ero davvero in un'altra parte del mondo molto diversa e volevo andarmene da lì.

 

Finalmente mi hanno lasciato andare e ho volato ancora verso nord, questa volta verso Megadan, sempre in Russia. Mai sentito neanche di quest'altra vero? Esattamente. E queste sono le grandi città della costa orientale della Russia!

 

Posso dirvi adesso che questa è una parte del mondo davvero aspra, come condizioni climatiche. C'è giusto un'aspetto differente. La terra sotto sembrava dura e fredda. Il sole è più basso nel cielo rispetto alle altitudini più basse, rendendo tutto più scuro. Questo non è certamente il genere di posto dove potete trovare un Club Med. Anche se l'ho lasciata solo alcune ore più tardi, il sole stava calando e la notte stava arrivando. Stavo anche per volare sopra l'acqua per un paio di ore, sopra il largo golfo chiamato Mare di Okhotsk, che è quasi quanto il Golfo del Messico. 

 

Come mi sono avvicinato a Magadan e disceso, ho potuto vedere la terra illuminata dalla luce della luna. C'erano tante bianche montagne. Potevo vedere gli icebergs. Mi sono sentito come se stessi atterrando al polo nord! Mi sembrava molto freddo ma non avevo idea. Mi avevano detto mentre arrivavo che la temperatura al suolo era -29° C. Che è quasi 30 gradi più freddo di qualunque posto nel quale io sia mai stato. Adesso che conosco alcuni di voi ragazzi in Scandinavia, forse non è niente di che, ma non potevo crederci. E lasciatemi dire, è proprio tutto un'altro tipo di freddo. E' quel tipo di freddo che ti fa male appena metti piede fuori dall'aereo. Il tipo di freddo che ti fa dire 'mamma!'.

 

Sono atterrato e mi sono diretto dove mi stavano cercando. Quando ho aperto la porta fuori c'erano, ancora, alcuni Russi seriosi. E' come ve lo immaginate, ve lo assicuro. Avevano il grande cappotto lungo di lana e il grande cappello grigio tipico in testa, chiamato Ushanka. Potete vedere il loro respiro nella fredda aria notturna. C'era un interprete perchè nessuno di loro parlava inglese. Mi hanno chiesto se potevano salire sull'aereo per controllare le carte, perchè faceva molto freddo fuori. Con la porta dell'aereo aperta non faceva molto meno freddo, ma li ho fatti salire.

 

Questo è stato probabilmente il momento più surreale del viaggio. Potete immaginarlo: ero solo, in Siberia nel mezzo della notte, stretto dentro il mio aereoplano congelato circondato da Russi in uniforme militare. Parlavano russo tra loro e ho capito che ero abbastanza vulnerabile al momento. Per quello che ne sapevo, potevano stare dicendo "Prendiamo questo tizio! Chi vuole l'aereoplano?"

 

Mentre la discussione in russo andava avanti, il camion del combustibile avanzava. Sembrava come se fosse lì dalla Guerra di Corea. Riempirono i serbatoi e mi dissero di venire all'esterno e controllare i serbatoi per assicurarmi che erano stati riforniti correttamente. Una vera è propria mentalità veditela-tu-stesso-noi-non-vogliamo-sapere-niente...proprio come negli Stati Uniti!

Forse non siamo così diversi dopo tutto. Volevo essere certo che avevano riempito i serbatoi con il giusto carburante, non potevo sapere che avevano lì in Siberia. A volte lo chiamano carburante jet, oppure jet-A  o ancora jet-A1. Quando chiesi "che tipo di carburante è questo? E' un jet-A?", mi risposero "Oh, abbiamo messo 1800 litri". Gesù. Pensavano avessi chiesto quanto ne avevano messo! Mi mostrarono anche mostrato il livello. Si, 1800 litri, tutto a posto. Comunque, non mi interessava quello, potevo vedere io stesso che i serbatoi erano pieni,"che tipo di carburante è?", chiesi di nuovo. Attraverso il respiro visibile del tizio sentii dirgli "TC-1" e puntò col dito sul vecchio camion! Mi disse che il camion portava carburante "TC-1". Qualunque esso fosse. Era equivalente? Lo sarebbe stato, sono sicuro, ma non volevo uscire e scoprirlo.

Come dice quel vecchio detto? Se cammina come una papera, fa il verso di una papera e ha l'aspetto di una papera, deve essere una papera. Così volevo dargli giusto un'occhiata. Aveva l'aspetto di un carburante jet (chiaro) odorava come un carburante jet (kerosene) e al tatto era come un carburante jet (viscoso). Okay, sono sicuro andrà tutto bene. Speravo lo potessi scoprire molto presto in modo da poter sempre tornare indietro e atterrare se avessi avuto un problema. Il combustibile andò bene, ma al prossimo problema...

 

Dovevo chiamare delle persone a Houston che mi aiutassero con il piano di volo. Questa compagnia si chiamava Universal e hanno fatto un grande lavoro per me in questo viaggio. Mi hanno aiutato a creare il percorso, hanno archiviato i programmi di volo e contribuito ad ottenere i permessi per tutti i paesi in cui ho dovuto atterrare. Dovete avere perfino i permessi per sorvolare un paese. Loro sono stati grandi, non avrei potuto fare questo viaggio senza di loro.

 

Così ho chiamato Houston, al telefono satellitare (grande, deve stare fuori per prendere il segnale!), alla mia fermata successiva, Anadyr, in Russia. Uh oh, Houston, abbiamo un problema. L'aereoporto di Anadyr è chiuso, e non sarà aperto quando arriverò. "Bene, penso che posso rimanere a Magadan per la notte, ma a questo punto, vorrei probabilmente rimanere più a Fallujah che qui. C'è qualche altro posto dove posso andare?" chiesi. Hanno digitato alcuni numeri al computer e deciso che avrei potuto arrivare a Nome, in Alaska. "Nome è giusto sulla cosa dell'Alaska, il primo posto in cui puoi arrivare." Avrei dovuto fermarmi lì e poi verso Anchorage, va bene, ma fuori da qui!

 

Con quella notizia e con le mie estremità che si stavano intorpidendo, mi sono arrampicato di nuovo sull'aereo. Il KGB stava finendo e posso dire che loro non volevano stare fuori con quel tempo di più di quanto lo volessi io. Mi hanno passato un programma di volo e mi hanno detto che sarei dovuto andare via in dieci minuti altrimenti il programma di volo sarebbe scaduto. Hey, forte. Nessun problema. Sono partito e mi sono fatto un giro giù per la lunga fredda pista, veloce quanto più ho potuto. Mi hanno dato il permesso di partire e come mi sono alzato in volo, ho guardato indietro giù per quel posto selvaggio. Poche luci. Case coperte dalla neve e dal ghiaccio. Il tipo di freddo che ti permette giusto di vedere. Maledetto Artico.

Ragazzi, ero felice di andarmene da Magadan.


Continua..."


30.11.04

Nuove notizie da Dexter tradotte per voi!

Ancora in volo, Dexter ci racconta le sue avventure. Ecco le traduzioni (qui i testi originali e la mappa aggiornata delle tappe) :

"Bangkok, Tailandia.

Giorno 7.

Una canzone mi gira in testa oggi: Tehran.

Oggi sono volato via dal Centro-Est. La mia prima tappa è stata Hyderabad, in India, ma per arrivarci ho dovuto volare sopra l'Iran e il Pakistan. C'è qualcosa di strano parlando con un controllore di volo che si identifica come "Tehran Air Traffic Control". Non so, magari sono mie impressioni. Comunque mi ha dato il permesso di volare sul Pakistan. Mi sono diretto verso destra a Karachi e, come l'ho fatto, ho guardato di sotto per vedere cosa c'era. Devo ammetterlo, la città aveva un'aspetto sinistro. Sono stato felice di non dover atterrare là.

Sono andato a Hyderabad, che è proprio al centro dell'India, e mi sono fermato per fare rifornimento. Sono partito di nuovo, questa volta per Bangkok, in Tailandia. Per arrivarci, ho dovuto volare per un paio di ore sopra l'oceano Indiano. Ho deciso che gli oceani davvero sembrano tutti uguali. L'oceano Indiano fa pensare come nome a qualcosa di esotico, come se dovesse essere più blu o qualcos'altro.
Ma in realtà no. Sono tutti uguali.

Come sono atterrato a Bangkok, ho pensato allo show che abbiamo fatto qui giusto qualche mese fa. E' stato il nostro primo concerto a Bangkok, ed è stato davvero forte. Adoro la prima volta che andiamo da qualche parte, specialmente in un posto molto lontano, come Bangkok, dove non si parla inglese e hanno una cultura totalmente differente, ed un sacco di gente è venuta lo stesso al concerto. Sanno tutte le parole delle canzoni anche se non conoscono l'inglese. E' tutto molto bello."

 

"Tokyo, Giappone.

Giorno 8.
Canzone del giorno: "Holiday in Cambodia"

Oggi sono partito da Bangkok e mi sono diretto verso l'Asia. Ho volato oltre il Laos e la Cambogia (ispirazione per la canzone del giorno) e anche oltre Da Nang, in Vietnam. Questo è stato un'altro momento strano, quando mi hanno detto alla radio di "contattare il controllo di Ho Chi Minh". Controllo Ho Chi Minh?! Wow. Una chiamata divertente, non trovate?

Ho volato sopra il mare cinese del sud e mi sono fermato a Kaohsiung, in Taiwan, per fare rifornimento. Questo posto era nel sud di Taiwan, nella parte opposta a Taipei. Quando sono arrivato lì c'era qualcosa come una fila di dieci macchine che stavano aspettando. Lavoravano tutte all'aeroporto e mi dissero che volevano giusto dare un'occhiata all'aereo perchè non avevano mai visto atterrare piccoli aerei lì. Ok, va bene ho detto io. Dopo hanno incominciato a fare fotografie dell'aereo! Doveva essere un gran giorno per loro. O forse hanno davvero tanto tempo a disposizione lì a Kaohsiung.

Da lì ho preso il volo verso Tokyo, in Giappone. Se non siete mai stati in Giappone dovreste andarci. E' così diverso dai paesi "occidentali" ma in un modo molto 'cool'. Siamo andati lì in tour molte volte e abbiamo sempre fatto grandi concerti. Sono atterrato all'aereoporto Narita, ma era già tardi e non sono potuto andare in città, sono stato solo all'aereoporto. Peccato. Mi dispiace, Tokyo. Forse la prossima volta.

Bene, domani sarà un giorno lungo. Mai stati in Russia?

Grazie per aver letto. Alla prossima."


27.11.04 

Ancora notizie da Dexter tradotte per voi!

Altre due tappe per il leader degli Offspring, e altri due diari di bordo. Ecco le traduzioni (qui i testi originali) :

"Dubai, Emirati Arabi Uniti.

Giorno 5 - Il Cairo.

Una canzone mi ossessiona oggi: Rock The Casbah (dei Clash ndt)

 

Ragazzi, avrei dovuto lasciarmi sponsorizzare! Non c'ho pensato finora, ma le persone che fanno viaggi sono sempre sponsorizzate. Potrei farlo anch'io, mettendo un grande adesivo della 'Skoal' sul lato del mio aeroplano oppure uno della 'Cirgular Wireless' sulla coda. (due noti marchi americani ndt)

Mah, forse no. Questo viaggio è completamente indipendente. Ogni mattina salgo sull'aereo e vado un pò più lontano. L'aeroplano è pieno di Doritos e manzo in scatola e ci sono un sacco di mappe tutt'attono e vestiti e altra roba nella parte posteriore. Se avessi anche un cane che mostra la lingua fuori dalla finestra sarei al completo...

 

Oggi sono stato al Cairo, che è naturalmente un paese musulmano, e una specie di inizio 

del mio viaggio nel centro est mondiale. A molti americani, il centro-est sembra come un posto brutto e pericoloso, e io non ero sicuro di cosa aspettarmi. Ho certamente visto abbastanza immagini orribili di bombardamenti e ostaggi per pensare due volte di venirci. Ma l'ho trovato molto meglio di quello che pensavo.

Sicuramente c'erano segni del mondo "dopo 11 settembre".

Quando presi un taxi per l'hotel, un addetto dell'hotel pose uno specchio sotto la macchina per verificare la presenza di un'eventuale bomba! E quando si cammina dentro l'hotel, si deve passare attraverso un metal detector proprio come in un aereoporto.

Quello che mi ha sorpreso però è stata la gente così amichevole e il fatto che volessero parlare della situazione mondiale. Volevano infatti mostrarmi che l'Islam è una religione di pace e gli atti di alcuni estremisti non riflettono la loro religione nel complesso. Hanno precisato che ci sono fanatici religiosi in tutte le religioni, anche in quella Cristiana. Per esempio, hanno detto, cosa possiamo dire dei fanatici Cristiani che fanno esplodere bombe nelle cliniche di aborto? - questo dovrebbe farci pensare. I Cristiani sono violenti e pericolosi? Ovviamente no.

 

Credetemi o no, alcune persone erano anche pro-americani! Non potevo crederci. Mi hanno parlato di tutti gli aiuti stranieri che gli Stati Uniti danno ai paesi del centro-est ogni anno, e alcuni mi hanno addirittura detto che sono stati felici che Saddam sia stato cacciato!

Erano anche frustrati riguardo l'immagine che l'Est ha adesso. Incolpavano i media per alcuni eventi che facevano sembrare l'intera regione sempre così. Pensai che era davvero una cosa spiacevole. Quante volte avevo visto la CNN mostrare rapimenti, esplosioni suicide, o dimostrazioni nelle strade, e pensai che quello doveva essere la normalità laggiù?

 

Adesso, non voglio entrare nella discussione se noi dovremmo essere in Iraq o no, o se Bush sia cattivo o no, perchè è davvero una situazione complicata. Tuttavia, ho pensato che fosse un'esperienza molto illuminante ed educativa comunicare con gente che sta vivendo tutto questo.

A parte tutto, Il Cairo è stato una città cordiale e davvero forte e sono stato felice di essermi fermato lì. 

 

Il mio viaggio oggi mi ha portato per quattro ore oltre l'Arabia Saudita verso un paese chiamato Emirati Arabi Uniti. Sono atterrato in una città chiamata Dubai e come ho volato verso Dubai, adesso volo oltre il Golfo Persico. Selvaggio. Era notte, c'erano un sacco di piattaforme petrolifere nel golfo e avevano tutte bocche fiammanti. Devo ammetterlo, essere da solo in un aeroplano sopra il golfo persico di notte con delle fiamme arancioni sotto di te è un'esperienza da far accopponare la pelle. Lo è stato per me. Ma ehy, questa è vita.

 

Vi dirò di più domani."

 

 

 

 

"Giorno 6 - Dubai, Emirati Arabi Uniti

Canzone del giorno: ancora Rock The Casbah

 

Quando sono arrivato a Dubai, qualcosa è diventato subito molto ovvio: questo non è un paese povero. La città sembra nuova e molto occidentalizzata...ci sono un sacco di KFC (Kentucky Fried Chicken ndt) in questa città! 

La componente musulmana qui è molto evidente - tutte le persone indossano gli abiti bianchi che coprono tutto il corpo e il copricapo (chiamato aghals). Questo fa capire che è un paese straniero.

 

Chiamerei Dubai "la Las Vegas del centro-est". La città è molto luminosa, piena di turisti e anche molto cara. 

Qui stanno costruendo delle piccole isole che nel complesso compongono una replica della terra! Mel Gibson ha già comprato l'Inghilterra. 

Sono stato in uno dei più bei posti del mondo, chiamato Burj al Arab. E' una costruzione alta quasi 1000 piedi e ha la forma di una vela gigantesca. Questa città è davvero troppo! Ho letto che Bill Gates sta organizzando una convention della Microsoft qui.

Quindi affrettatevi e venite qui, penso possiate ancora comprare la California!

La differenza di orario da casa mia a Los Angeles è adesso 12 ore, perciò penso che questo significhi che sono ufficialmente all'altro capo del mondo.

Vi dirò di più prossimamante. "

 


 

24.11.04

Altri due Dexter Journal tradotti per voi !

 

Dexter continua il suo viaggio solitario in volo e ci manda notizie dalle sue ultime tappe.

Ecco la traduzione dei suoi commenti, come sempre la notizia in lingua originale potrete trovarla qui (la prima) e qui (la seconda). 

 

"Dublino, Irlanda.

Giorno 2 - Attraversando l'Atlantico.

Il volo di questa mattina in anticipo ha portato una vista piacevole lasciando Goose Bay. Se non avete mai sentito parlare di Goose Bay, probabilmente non siete soli. E' una cittadina molto piccola della Terranova. Non è nemmeno una felice destinazione per una vacanza. Ma è un buon posto dove fermarsi perchè è nella cosa orientale del Canada, quindi si può partire da qui per attraversare l'Atlantico.

Se avessi un aeroplano come John Travolta potrei arrivare in Europa senza fare tappe. Ma il mio aeroplano (un Cessna Citation CJ2) non è abbastanza potente, perciò devo trovare un posto dove fare rifornimenti sulla strada. La mia prima fermata è stata Reykjavik in Islanda. Quel volo è stato completamente sopra l'acqua dell' Atlantico del Nord, perciò ho avuto parecchio tempo per contemplare quello che era un grande nulla...non c'e nessun posto dove atterrare se hai qualche problema! Ma il volo è andato alla grande. Circa a metà strada ho volato sopra la punta della Groenlandia, che era un enorme pezzo di ghiaccio e montagne coperte di neve. Sembrava molto freddo. Mi avevano detto che in Islanda c'era un vulcano attivo e che non avrei potuto atterrare. Il che mi sembrava giusto, come di solito evito i vulcani. Quando mi sono avvicinato mi sono deciso ad atterrare. L' Islanda è un paese stupendo e molto nevoso in questo momento dell'anno.

Dopo aver fatto rifornimento sono partito di nuovo, questa volta verso Dublino, in Irlanda. Si stava facendo notte e io ero sopra il Nord Atlantico, un posto davvero non ospitale. Comunque è stato entusiasmante. E' stato un bel periodo di volo e una piacevole cosa notare la costa dell'Irlanda. La città sembrava stupenda arrivando di notte ed è bello stare a Dublino!"

 

 

"Il Cairo, Egitto.

Giorno 4.

Bene sono stato ottimamente a Dublino. Dublino è nota per essere la patria della Guinness e la gente qui giura che è la migliore Guinness che puoi prendere al mondo, perchè qui è più fresca.

Infatti, penso che alcuni pub vogliano una fornitura diretta dalla fabbrica della Guinness! Così mi sono fermato in un pub e ho bevuto una pinta o due. Sarebbe stato strano il non farlo. Devo ammetterlo, era davvero ottima. Se non siete mai stati nelle vicinanze di Dublino vi raccomando fortemente di fermarvi e provare una pinta.

Così oggi sono andato via da Dublino e ho volato verso il sud dell'Europa. Sono passato sopra Parigi e dopo un'ora ho sorpassato Ginevra in Svizzera e la maggior parte dell'Italia, prima di fermarmi a Roma per fare rifornimento. Peccato che non mi sono potuto fermare, Roma è una città così bella. Basta che non guidi mentre sei lì.

 

Dopo aver fatto il pieno sono partito di nuovo, verso Il Cairo, Egitto. Questo volo è stato davvero piacevole, era notte e volavo sopra il Mediterraneo. Ho svoltato a sinistra sopra Creta e proseguito dritto verso l'Egitto. C'è qualcosa di davvero forte nel volare durante la notte in un paese straniero. Era molto scuro fuori e c'era solo il rumore del vento sull'aereoplano e tonnellate di stelle fuori.

Mi avevano avverito che il Cairo era,c redetemi oppure no, stato colpita da un'invasione di locuste! Che cosa Biblica...Mi era stato detto che non avrei potuto atterrare lì. Il che mi sembrava giusto, come di solito evito le locuste. Credo che l'invasione era già passata oppure era da un'altra parte, così sono atterrato.

Il Cairo sembra così diversa dalle città Europee giusto perchè non è una città Occidentale. Sembra davvero forte essere in una città così antica e storica.

Vi dirò di più prossimamente."


 

09.04.04

E' in rete il videoclip di "Can't get my head around you"

 

Sul sito di Mtv (www.mtv.com) è disponibile il nuovo videoclip del secondo singolo estratto da Splinter. Come sapete si tratta della canzone "Can't get my head around you".

Ecco il link per la visione in streaming del video:


http://www.mtv.com/bands/az/offspring/audvid.jhtml

 

Buona visione !

 

< precedente

continua >

 

 

 

 

 

 

 

  

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